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PERSONE DI CALABRIA
Interviste pubblicate dal 2007 al 2009 sul Quotidiano della Calabria

Strati, tremila anni di Calabria

Tempo fa si svolse una discussione su quale fosse il criterio più funzionale per ordinare i libri della propria biblioteca. Umberto Eco, Giorgio Bocca e altri si divisero sostenendo soluzioni
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Giancarlo Bregantini

Trentino di Denno, è un simbolo della Calabria. Non ha perso l’accento della sua terra e, a sentirlo parlare così pacatamente e con tanta dolcezza, non sembra possibile che dalla
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Nicodemo Librandi

Questa è una Calabria da esportazione. I filari di viti coprono duecento ettari, anche dal promontorio più alto lo sguardo non può contenerli tutti, si distinguono alcune zone coltivate a
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Vera Lamonica

Vera di nome e di fatto. Una vita da sindacalista da quando era ragazza e si batteva per i diritti delle raccoglitrici di olive, a oggi che è il segretario
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Tommaso Le Pera

Voglio fare il fotografo di teatro. Viene da pensare al bambino che cocciutamente dice quello che vuole fare da grande e che non sempre mantiene la promessa. Come poi un
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Suor Alessandra

Quando lei non c’è i malati terminali di Aids si sentono orfani. Una donna minuta, sembra ancora più piccola nel suo abito bianco, il dolce volto definito dal copricapo dello
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Romano De Grazia

Una vita da magistrato, tante decisioni da cui è dipesa la sorte di centinaia di persone, storie, passioni, travagli e un grande dolore. Un modo di fare all’antica, anche le
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Giovanni Pugliese

Dietro un successo c’è sempre una storia. Dietro quello della clinica Sant’Anna di Crotone, uno dei centri del risveglio di cui la Calabria, l’Italia e l’Europa menano legittimamente vanto, c’è
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Eva Catizone

In altri tempi nemmeno tanto lontani, e non solo nel Sud, sarebbe finita all’indice. Ma i tempi sono cambiati e anche il Sud non è più lo stesso, lo dimostra
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Alfredo Pirri

Nei testi che parlano di lui si legge: Alfredo Pirri nasce a Cosenza il 25 gennaio 1957, vive e lavora a Roma. Il legame con la Calabria inizia e finisce
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Mario Spagnuolo

Non ama parlare del suo privato, tiene alla riservatezza come un magistrato di altri tempi anche se difende con forza le novità di una professione che si è profondamente rinnovata.
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Angela Napoli

Nelle foto ha quasi sempre uno sguardo serio, ai limiti della durezza. In effetti il suo modo di agire, fermo e severo, non è lontano da quest’immagine. Pur tuttavia, tra
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DOCUMENTI

Il Quaderno

Era il 1975. Sindaco di Castellammare il socialista Antonio Capasso, ci si apprestava a preparare il bilancio di previsione per il 1976. Io ero consigliere comunale. Mi venne l’idea di
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Gli internati stabiesi nei lager

Pubblico, d’accordo con Giuseppe Improta, mio vecchio compagno di lavoro, giornalista, docente e storico locale, questo suo studio, pubblicato sulla rivista “Il Tetto”, che ricostruisce alcune storie e vicende degli
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Antonio Gargiulo, Saul, Piazza Spartaco”

Ho appena appreso, e visto l’immagine, che Antonio Gargiulo ha restaurato l’affresco del salone di quella che una volta fu, e nacque così, la sezione Lenin del Pci di Castellammare
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Il primo giornale

“Gioventù democratica”. Marzo 1966, il mio primo giornale , stampato con il ciclostile trovato nella sezione Lenin del Pci di Castellammare con articoli miei, di Giuseppe Clemente e Franco Perez.
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La Calabria in una foto

Parto dall’autore. Franco Foglia è un fotografo, un grande fotografo. Lo fa per passione, per diletto, forse perché ha il tempo per farlo o non ha altro da fare, ma
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La Castellammare di Mimmo Jodice

Per le elezioni comunali del 17 aprile 1977 a Castellammare di Stabia realizzammo un programma elettorale del Pci davvero particolare. Non solo per i testi ma per le immagini. Chiesi
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Nuova Iskra

A proposito della stampa stabiese: l’avventura di Nuova Iskra periodico della gioventù comunista di Castellammare di Stabia.  1967 – 1972 articolo del dott. Raffaele Scala – Vedi link articolo originale
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Quotidiano della Calabria, arrivo e partenza

Ennio Simeone mi lascia, e non è la prima volta, un giornale autorevole. Ringraziarlo per questo e augurargli grandi successi nella nuova iniziativa editoriale del nostro editore a Roma potrebbe
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Loris Capovilla su “Lettopalena”

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Lettere dal PCI

Giancarlo Pajetta Pietro Ingrao Fortebraccio Maria Antonietta Macciocchi Luigi Longo Enrico Berlinguer Achille Occhetto
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ARTICOLI

Pino Simonelli e la scorza d’arancia sorrentina

Una foto e una poesia scritta a mano. Le ho ritrovate tra le “carte” e i ricordi sono riaffiorati limpidamente e ho rivisto con gli occhi della memoria Pino Simonelli.
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Lo stemma dimenticato

di MATTEO COSENZA In un piccolo paese calabrese c’è il primo stemma marmoreo del Vicereame di Napoli, finora poco studiato e, quindi, praticamente sconosciuto, in cui per l’ultima volta compaiono
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Pino Amato, il dc dallo sguardo lungo

Ha ragione Arnaldo Amato a ricordare la seconda condanna caduta sul capo dei familiari delle vittime del terrorismo, dopo quella della perdita insanabile di un padre, di un fratello, di
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Un clima sempre più pesante

Queste mogli di calciatori che decidono di scappare da Napoli sanno di già visto, di un vecchio e abusato copione che si ripete e che inquieta inevitabilmente anche chi della
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Una città senza futuro

D’accordo, maledetta napoletanità! L’invettiva di Gigi di Fiore riassume un sentimento ricorrente e rinverdito all’infinito. E ritorna il tema del restare o andarsene, al quale si acconcia opportunisticamente anche chi
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Rompiscatole

Ha un senso raccontare la città, magari denunciandone anche le magagne, partendo dal generale e sfiorando qualche volta il particolare per lo più genericamente. È difficile il contrario. Ed è
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Napoletanità

Un balzo indietro di quarantadue anni. L’ho fatto leggendo di questo saggio di Raffaele La Capria su Napoli e l’articolo “coraggioso” di Antonio Polito nella sua rubrica domenicale. Un tuffo
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Dizionario dei giorni «sospesi»

BALCONE Quello di piazza Venezia? Quello di Rosina? Il sovrano? O il celeste? Quello dell’anima? O quello d’Oriente? E perché non quello in ferro e panciuto? Largo all’immaginazione. Ma poi
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Patroni

Se nomen omen capirete che il mio cuore batte per Matteo, poi ricordo di essere napoletano per scelta di vita e di lavoro da quasi mezzo secolo e allora lascio
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Hitler a Napoli

Il filmato dell’Istituto Luce sulla visita di Hitler a Napoli, riproposto sul sito del Corriere del Mezzogiorno, non lascia indifferenti, come e più di quelli sulle folle oceaniche di Trieste
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Luigi Necco il cittadino, io il contadino

Sapevo che da un momento all’altro sarebbe arrivata la notizia. Da settimane la figlia Alessandra ci diceva che le cose non andavano bene e ci sconsigliava di andare a trovarlo
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Perchè sono Italiano

Sono italiano perché da bambino mi dicevano che lo ero. Sono italiano perché sulla carta geografica, che la maestra aveva alle sue spalle, l’Italia mi sembrava una persona di famiglia.
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Lo sguardo di Compagnone sulla città di Masaniello

L’amarezza è la sua cifra per scandagliare quella Napoli non più«bagnata dal mare» di Matteo Cosenza Quando conobbi Luigi Compagnone, con il quale ebbi poi una quasi quotidiana frequentazione per
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Castellammare, la piccola Napoli

Gli errori si pagano. La “mia” città sta pagando. Se osservo l’indefinito e infinito cantiere di Bagnoli e ricordo l’acciaieria di Nitti e la sua classe operaia svanita nel nulla,
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Castellammare, le ragioni di un declino

Quando ho scritto l’articolo su Castellammare non immaginavo che potesse suscitare un dibattito e per di più così intenso. Non volendo, evidentemente ho toccato dei nervi scoperti anche se il
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RECENSIONI

Una lettera di Carlo Franco

Carissimo Matteo, a poche ore dalla presentazione vomerese di “…casomai avessi dimenticato” – in uno spazio, la Libreria Iocisto, che mi è caro, tra l’altro – sento il bisogno, dopo
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Dopo Siani tutto uguale, i cronisti restano soli

di Raffaele Schettino Dicono che c’è sempre una correlazione tra la data di nascita e il nostro destino. Scorriamo il ‘49, anno di Matteo Cosenza, giornalista e scrittore: la Nato,
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Cosenza, utopia e potere delle parole

di Floriana Guerriero È un racconto che attraversa la storia del giornalismo, di una generazione e insieme del paese quella che consegna Matteo Cosenza in “Casomai avessi dimenticato”, Rogiosi edizioni.
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Ma Matteo non ha dimenticato proprio nulla

di Lino Zaccaria Matteo Cosenza viene da molto lontano. E lo dimostra con il libro “Casomai avessi dimenticato” (196 pagine, Rogiosi Editore), una sorta di autobiografia che si snoda attraverso
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Caro Matteo,

di Nando Morra* ti rubo tempo con una “particolare“, atipica, lettera personale che mette insieme il “ tu “ e l’Autore. Parlo, al contempo, con l’amico Matteo, compagno d’arme, e
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Matteo e noi ragazzi di via Cervantes

di Procolo Mirabella Consiglio a tutti la lettura dell’ultimo bel libro di Matteo Cosenza “Casomai avessi dimenticato”. Giornalista di razza qual è sempre stato Cosenza, Matteo, come per me e
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Noi ragazzi di via Cervantes

 di Giuseppe Improta  Le recenti presentazioni e le recensioni sui quotidiani del nuovo libro di Matteo Cosenza (Casomai avessi dimenticato, Rogiosi editore) hanno evidenziato l’impegno politico costante ed il contributo
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Innamorato della Calabria

di Franco Cimino Per fare politica ci vuole passione. La passione è il fuoco che arde il corpo e accende gli occhi sugli ideali per i quali si darebbe la
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Cosenza, la vita è impegno tra politica e giornalismo

di Ugo Cundari Impegno politico e giornalismo, sempre con la schiena diritta, sono le colonne sulle quali regge il racconto autobiografico “Casomai avessi dimenticato” (Rogiosi. pagine 212. curo 16) dello
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Politica e giornali il viaggio autobiografico di Matteo Cosenza

di Antonio Ferrara  Non è un saggio né un romanzo. Con “Casomai avessi dimenticato” (Rogiosi editore, 200 pagine, 16 euro) Matteo Cosenza manda in stampa un’autobiografia storicizzata, nella quale protagonisti
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La meglio gioventù di via Cervantes

di Marcelli Ciarnelli Fare il giornalista è bello. Fare politica lo è altrettanto. Se nella vita ti capita o, meglio, riesci a fare tutt’e due mettendo l’impegno delle parole al
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Il giornalista e la memoria

di Vladimiro Bottone Sono nato in una famiglia della piccola borghesia impiegatizia, abitavo nella Napoli vecchia e bassa. Ebbi diretta cognizione della classe operaia al secondo anno di liceo. I
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Per non dimenticare

di Gianni Cerasuolo Matteo Cosenza, giornalista e anima inquieta della sinistra napoletana, ha raccolto in un libro riflessioni e ritratti che ruotano intorno all’identità partenopea. Che è fatta soprattutto di
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Ovidio in napoletano

Cominciamo dal dato che solitamente, ma non sempre, si mette tra parentesi: il prezzo. Cinque euro, che questo prezioso libretto, che sta bene in una tasca della giacca, li vale
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Le “anime nere” di Gioacchino Criaco

Questo è un libro da maneggiare con cura per tanti motivi. Sicuramente è da leggere. Intanto perché è ben scritto, perché è avvincente, perché c’è la storia che è forte
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Bassolino: la forza della salita,
 l’insidia della discesa

GATTI, figli e nipotini, montagne e mare, corse e politica. E soprattutto Napoli, immensa, amata, impareggiabile nel suo splendore e nella sua bellezza, nella sua miseria e nella sua nobiltà, la
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Un acre odore di aglio

Quando sono stato invitato a presentare questo libro  di Mimmo Gangemi, non lo avevo ancora letto. Ho dato la mia disponibilità per stima e amicizia verso l’autore e anche per
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Macry e la nostalgia del domani

Letto da giorni, ho lasciato decantare la prima impressione per tentare una riflessione più fredda quando, per parafrasare altri mondi, il vino buono non ci nasconde più i suoi segreti.
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«Non vergognatevi di me»

  Nei giorni scorsi, ancora scosso dalla diciottesima assoluzione di Antonio Bassolino (diciotto come diciotto sono stati i processi intentati contro di lui in questi anni), mi è arrivato dalla
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Il Gran Capitán e il mistero della madonna nera

Di Consalvo Fernandez di Cordova si è scritto tanto. La sua vita è un’epopea che dalla Spagna attraversa il Mediterraneo e si dipana nelle tormentate terre italiane, soprattutto in quel
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