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il lampo

Il virus della domenica

Per quanto io la domenica sera mi tenga alla larga, al contrario degli altri giorni, da La7 sono costretto a subire l’onta delle esibizioni di quel signore che non voglio neanche nominare, perché purtroppo, con i mezzi a lui più congeniali, provoca esattamente ciò che vuole. Eppure questo Vesuvio che erutta virus infettivi è insopportabile, sa di un razzismo becero, squallido, rozzo. Non so se analoga eruzione qualcuno oserebbe immaginare dalla bocca della “Bella madunina”. Il metodo non cambierebbe ma noi non siamo razzisti e mai ci sogneremmo una simile bestemmia. Leggo di proteste, ora anche quella dei dirigenti del Parco Vesuvio. No, basta. Lui vuole proprio questo.

il tema

Una ventata di buonismo

Una ventata di buonismo, ricorrente a dire il vero, soffia sull’anima di Napoli. Solita, quasi scontata, dopo ogni episodio di cattivismo, secondo la regola che ad ogni azione ne dovrebbe seguire un’altra di segno opposto. Dialettica affascinante ma anche stucchevole tra il male e il bene. Certo, in un mondo in cui la lotta tra i «buoni» e i «cattivi» è pane quotidiano, vedi quello che accade in queste ore nel cuore della «democrazia» planetaria, si rischia di essere un po’ provinciali a pensare che questo puntino del pianeta, la città in cui viviamo, sia il centro di tutto, ma Napoli è Napoli e noi siamo qui e, volenti o nolenti, dobbiamo fare i conti con il nostro pezzetto di terra e di…

i lampi

E di tanto in tanto anche qualche tuono

il tema

Un punto vista, un’analisi, un ragionamento

la memoria

Interviste, documenti, articoli, recensioni

i miei libri

Padre Pio il vero miracolo

Padre Pio? Me ne devo occupare io? Il direttore disse solo sì. E così Matteo Cosenza, lontanissimo dal mondo religioso, andò a San Giovanni Rotondo e si trovò faccia a faccia con il “fenomeno” planetario del frate di Pietrelcina. Non credeva alle stimmate, ai miracoli e neanche in Dio ma non poteva ferire il popolo dei lettori de Il Mattino e, dunque, si rifugiò nel suo mestiere: vide, scavò, cercò di capire e raccontò. Uno sguardo laico, distaccato ma non freddo, nutrito di storie, di persone e di curiosità, anche di tanta sofferenza. E scoprì il “vero miracolo”.

Casomai avessi dimenticato

Carte, le carte di una vita di un giornalista, raccolte in quasi sessant’anni. Un romanzo di formazione in cui si muovono uomini e donne noti o meno noti. Ci sono Pino e Luigi, Gennaro e Ennio, Giancarlo Siani e Mimmo Maresca, Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano, Francesco De Martino e Giacomo Mancini, Ruggero Zangrandi e Pier Paolo Pasolini, Antonio Bassolino e Raffaello Causa, Pasquale Nonno e Antonio Gava. Incontri felici e tragici, vicende individuali e collettive. Una generazione allo specchio.

Prefazioni e ideazioni

Libri non miei ma anche un po’ miei. Per alcuni ho scritto le prefazioni perché gli autori hanno raccolto articoli pubblicati sul mio giornale. Altri sono nati da una mia idea. Infine uno di cui sono solo il protagonista… 

Racconti

Non inganni la foto, nessuna ambizione letteraria ma un’ammirazione religiosa per Don Chisciotte. E se oso poggiare la mano sulle terga dell’asinello del suo scudiero lo faccio a capo chino. Nei miei racconti regna la vita vissuta, non la fantasia.

Biografia

Noi siamo la nostra vita. Io non so che cosa ci sarà dopo. Nel cassetto ci sono esperienze e ricordi, ogni tanto, proustianamente, ne tiriamo fuori qualcuno, ma, per carità, non prendiamoci troppo sul serio. Piacere, Matteo Cosenza!

I video di Matteo

Fotostoria di Matteo